Economia della Sicilia

L’economia della Sicilia ha subito profonde variazione negli ultimi decenni.

Nonostante le note difficoltà del sistema paese, l’isola ha statuto speciale ha notevolmente aumentato il proprio Pil a partire dal 2000, con alcuni settori macro-economici come il turismo, l’agricoltura e l’industira che sono molto presenti in alcune zone e carenti e povere in altre.

L’economia siciliana può quindi essere divisa geograficamente in 3 aree.

Tra le provincie di Catania, Messina e Siracusa si sono sviluppati negli anni diversi poli industriali, la zona di Palermo e Trapani ha visto invece uno sviluppo nel settore dei servizi, del terziario e dell’edilizia, mentre le aree comprese tra Agrigento, Enna e Caltanissetta, sono rimaste più povere e disagiata in quanto legate soprattutto all’agricoltura che negli ultimi anni ha visto una notevole fuga di popolazione verso altre realtà economiche.

Il turismo in Sicilia

E’ naturalmente presente il turismo, con un territorio costiero e una superficie balneabile seconda per estensione solo alla Sardegna, in Sicilia i settori legati alle attrazioni turistiche, dai ristoranti agli alberghi, dal commercio ai trasporti, rappresentano circa il 20% del Pil del settore nazionale, seguono l’industria e l’attività del terziario con una media del 18% sull’intero Pil nazionale.

L’agricoltura in Sicilia

L’ agricoltura siciliana esporta ogni anno diverse produzioni, nota è la produzione di agrumi, arance, limoni, mandarini, bergamotti, cedri e pompelmo.

Seguono in termini di produzione gli ortaggi, da sempre alla base dell’economia regionale per quanto riguarda la produzione agricola.

La pesca in Sicilia

Per quanto riguarda la pesca, la Sicilia è la prima regione italiana per quantità di prodotti pescati e per flotta peschereccia, l’attività dei porti più importanti legati alla pesca è situata nell’area di Mazara del Vallo, di Trapani e di Sciacca.

Tra i settori emergenti, infine, spicca il comparto dell’energia, un elettrodotto tra i più importanti d’Europa attraversa infatti lo Stretto di Messina trasportando circa il 50% di tutta l’energia prodotto dal Nord Europa.